domenica 11 marzo 2018

"Non ci facciamo rimproverare da Merkel"

Le Tafel sono associazioni di volontariato che distribuiscono le eccedenze alimentari ai piu' bisognosi. Oggi in Germania ci sono circa 1.5 milioni di persone che per tirare avanti devono fare affidamento sugli alimenti distribuiti gratuitamente dalle Tafel. Dopo la famosa vicenda della Tafel di Essen, qualche giorno fa sulla Osnabrücker Zeitung è uscita un'intervista molto interessante al presidente delle Tafel tedesche, Jochen Brühl, che non le manda a dire. Dalla Osnabrücker Zeitung


OZ: signor Brühl, il blocco per gli stranieri introdotto dalla Tafel di Essen ha causato discussioni. Cosa pensa di questo dibattito?

Jochen Brühl: mi fa arrabbiare che lo scandalo per un piccolo fatto locale possa offuscare il vero scandalo: la Germania ha un enorme problema di povertà. Dovremmo parlarne. Qui pero' evidentemente non si tratta di trovare delle soluzioni. Soffiare sul fuoco dello scandalo apparentemente per molti è piu' importante che adoperarsi per il cambiamento. Questo mi infastidisce. 

OZ: qual'è lo scandalo?

Jochen Brühl: il caso della Tafel di Essen non è il vero scandalo. E' solo uno dei tanti fattori scatenanti. La vera domanda piuttosto è: come è possibile che pensionati, genitori single oppure rifugiati dipendano dalle Tafeln? Il vero scandalo è che noi ci siamo da 25 anni e che al momento aiutiamo 1.5 milioni di bisognosi con 250.000 tonnellate di eccedenze alimentarli, e soprattutto che in un paese cosi' ricco ci siano persone a cui manca l'essenziale.

OZ: che cosa vorrebbe dire alle persone che condannano la decisione della Tafel di Essen?

Jochen Brühl: prima di accusare qualcuno, dovreste farvi un'idea del lavoro e delle condizioni locali. Le generalizzazioni e le esternazioni talvolta offensive sono rivelatrici. In questo modo vi state mettendo da soli sul banco degli imputati. Negli ultimi 15 anni evidentemente non avete capito qual'era il vero problema. La discussione attuale evidenzia il modo in cui viene affrontato il tema della povertà e questo non ci fa fare passi avanti.

OZ: dov'è il problema?

Jochen Brühl: non è possibile che i pensionati dopo decenni di vita lavorativa abbiano una pensione cosi' esigua. Abbiamo un enorme settore a basso salario i cui stipendi non bastano per la sussistenza. Abbiamo un sussidio di base insufficiente. Abbiamo una politica per l'immigrazione inadeguata. Hartz IV non è mai stato migliorato. Il basso numero di disoccupati e i miliardi di avanzo nel bilancio pubblico non significano che in Germania non ci sia la povertà. Ci sono una serie di aberrazioni sociali e socio-politiche. Dobbiamo trovare delle soluzioni sostenibili.

OZ: come dovrebbero essere?

Jochen Brühl: il populismo indignato non ci porta da nessuna parte. Non si tratta di dividere fra tedeschi e stranieri, si tratta sempre di persone in stato di bisogno. Deve essere avviato un dibattito onesto sul tema della povertà e dell'integrazione. Le Tafel devono essere parte di questo dibattito: sia nelle politiche occupazionali, che in quelle sociali o dei rifugiati. Abbiamo urgentemente bisogno di un quadro politico migliore affinché qualcosa possa finalmente cambiare.

OZ: cosa chiede alla politica?

Jochen Brühl: prendetevi cura di tutti coloro che soffrono. Rimettete le persone al centro. Smettetela di scandalizzarvi. Prendetevi cura di coloro che fanno volontariato. Cercate di sostenerli. Smettetela di rimproverarli. Chiedetevi qual'è la vostra responsabilità in cio' che sta accadendo. E' il quadro politico che deve essere migliorato e questo non è compito delle Tafel. E' un compito dello stato.

OZ: le Tafel vivono di volontariato. Quanto è difficile trovare volontari per fare questo lavoro oggi?

Jochen Brühl: abbiamo oltre 60.000 persone che si impegnano in oltre 937 Tafel. Sono persone che contribuiscono a migliorare il mondo. Ma non è abbastanza. Stiamo disperatamente cercando dei volontari.

OZ: quali sono i problemi?

Jochen Brühl: attualmente si parla di aumentare ulteriormente l'età pensionabile. Ma qualcuno si è mai chiesto che cosa potrebbe significare per il volontariato se le persone non possono piu' fare volontariato a 65 anni e devono lavorare fino a 70 anni? Il volontariato è un importante pilastro della società, che pero' rischia di rompersi.

7 commenti:

  1. Ammesso che siano davvero 1,8 milioni rimangono comunque una percentuale tra le più basse al mondo. Che poi ci sia chi aauspica un azzeramento della povertà ci stà, ma sostenere che sia un problema particolarmente diffuso in Germania ce ne passa, soprattutto perché la maggior parte di questi 'poveri' lo sono per scelta.

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    1. Chi meglio del presidente delle Tafel conosce il problema della povertà in Germania, parlare di povertà per scelta poi mi sembra un po' forte. Soprattutto perchè sopravvivere con 416€ al mese in una città dell'ovest non è così facile come potrebbe sembrare.

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    2. Sai bene che i 416 euro dell'Alg II sono una parte del welfare. Sì, molti sono "obdachlos" per scelta, non è una condizione per nulla rara e riferita ad un Paese soltanto. Chiunque può aggirarsi per i 'senzatetto' e chiedere la loro storia, vedrà che molti si sono scelti quella vita.

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    3. Forse lei si confonde con la soglia di povertà certificata da Eurostat.
      Nell'articolo si scrive di 1,5 milioni di persone che sistematicamente devono recarsi alla cosiddetta "mensa dei poveri"

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    4. Io? Guardi che sono bene cosa sono i Tafeln. Sono una associazione nata a Berlino nel 1993 da un gruppo di donne (Berliner Frauen) e raccolgono vestiario e generi alimentari che li distribuiscono a chi ne ha bisogno. Chi sono costoro? In gran parte immigrati. Forse occorre sapere che ogni anno almeno 1,5 milioni di stranieri entrano in Germania e non tutti hanno o trovano in tempi brevi un lavoro (nel 2016 sono entrati 1 milione e 850 mila stranieri). Di coloro che si affidano a questa associazione, come scritto 1,5 milioni, un 23% sono bambini e giovani, 53% adulti (molti appunto immigrati)
      che già percepiscono una indennità, 23% pensionatie 19% single. Ora, che ci siano i poveri e si debba provvedere a livello governativo (o pubblico) ci sta, quello che contesto è descrivere la siatuazione in Germania drammatica come traspare da questo articolo mentre la realtà è che si tratta di una realtà delle meno negative.
      PS. Eurostat si occupa dei cittadini "a rischio povertà" e in Germania stando ai parametri ufficiali sono circa il 16% della popolazione, qui non si arriva al 2%.

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  2. Chi rifiuta Hartz Iv lo fa magari proprio perché non ne vuol sapere di avere a che fare con la burocrazia dei jobcenter. Ma si tratta probabilmente di esistenze ai margini della società, oppure di casi di asocialitá. Ribadisco, le città dell'ovest sono molto costose e la vita con i 416 €, sempre che tu non incorra in sanzioni del jobcenter, non è facile.

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    1. Ma sai per quali voci di spesa fa riferimento l'Alg II? Se mi dici a quali di queste ritieni insufficiente l'importo ne parliamo.

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