giovedì 10 maggio 2018

L'incubo dello Schwarze Null

Con un commento molto interessante Mark Schieritz su Die Zeit attacca la follia tedesca del pareggio di bilancio: la Germania ha bisogno di un'offensiva sugli investimenti pubblici perché le infrastrutture sono in pessime condizioni e quando non ci sarà più' debito pubblico il paese non sarà più' ricco, bensì' più' povero. I tedeschi devono fermare questa follia. Ne scrive Die Zeit.

Contatore del debito pubblico

L'orologio piu' famoso del quartiere governativo di Berlino recentemente ha iniziato a muoversi all'indietro. Da gennaio di quest'anno il debito tedesco - come registrato dall'associazione dei contribuenti nel loro contatore del debito - sta scendendo di 78 euro al secondo.

Cosa cio' significhi esattamente puo' essere letto nell'ultimo rapporto finanziario del Fondo monetario internazionale (FMI). Secondo il documento, nel 2023 il rapporto debito/pil tedesco avrà raggiunto il 42,4% del Pil. Attualmente siamo al 64.1 %. Se dovesse mantenere questo ritmo in 15 anni lo stato tedesco non avrà piu' debito.

Un sogno? Un incubo!

Per un paese come la Germania vale sempre: quando non ci sarà piu' debito pubblico, allora il paese non sarà piu' ricco, ma piu' povero.

Bisogna sapere che il debito pubblico in un'economia moderna svolge un ruolo importante. E' un bacino di raccolta per il surplus di denaro dei risparmiatori. Chi vuole investire il proprio patrimonio in maniera sicura acquisterà dei titoli di stato tedeschi. Quando non ci sarà piu' debito sovrano tedesco, non ci saranno piu' titoli di stato tedeschi da comprare.

I risparmiatori - ma anche le banche e le imprese -  se vogliono investire denaro, dovranno allora acquistare azioni. Ma non c'è alcuna garanzia che il valore di un'azione domani sarà lo stesso di oggi. In altre parole: quando lo stato non farà piu' debiti, allora sarà alquanto difficile investire denaro in maniera sicura. E questa è una minaccia per la stabilità dell'intero sistema finanziario.

Non c'è assolutamente alcun motivo per correre questo rischio. Non ci troviamo in una situazione in cui lo stato tedesco non puo' permettersi di fare debito. Al contrario, dopo decenni di austerità mal interpretata il paese sta vivendo della propria sostanza. Le strade sono fatiscenti, anche i ponti, e della condizione delle scuole pubbliche meglio non parlarne. Se - come accade a Berlino - a soccorrere le persone che si sentono male devono andare i vigili del fuoco con un camion cisterna, perché non ci sono ambulanze disponibili, allora qualcosa è andato storto.

Quello che c'è da fare è ovvio: la Germania ha bisogno di un'offensiva sugli investimenti. Il governo federale, le regioni e i comuni devono mettere mano ai soldi e correggere gli errori del passato. Molti soldi. E poiché molte società di costruzioni attualmente non hanno capacità disponibile e quindi non possono accettare nuovi ordini, una tale offensiva deve durare diversi anni, se non decenni.

Sarebbe tuttavia folle finanziare le uscite per il risanamento delle infrastrutture con le entrate correnti. Se i ponti e le strade vengono riparati, a trarne beneficio saranno soprattutto le generazioni successive. Pertanto sarebbe perfettamente logico scaricare su di loro una parte dei costi. In termini finanziari: fare debito. Perfino la casalinga sveva, citata spesso in questo contesto, potrebbe essere d'accordo. Alla fine probabilmente anche l'acquisto della sua casa è stato finanziato con un prestito della banca.

Cio' non significa che lo stato dovrà buttare i soldi dalla finestra. Significa invece che alcune ipotesi di base della politica fiscale tedesca dovranno essere riconsiderate. Il freno all'indebitamento (Schuldenbremse) ad esempio è figlio dei suoi tempi. E' stato inserito nella Costituzione circa dieci anni fa, perché a quell'epoca si temeva che il debito pubblico finisse fuori controllo.

Il problema oggi è un altro. Oggi la massima priorità dovrebbe essere quella di arrestare il declino dell'infrastruttura pubblica e rendere il paese adatto per il ventunesimo secolo. Invece dello Schuldenbremse (pareggio di bilancio) - nella Costituzione tedesca dovrebbe esserci una regola sugli investimenti. Perchè una cosa è certa: nessuno avrà dei vantaggi se fra 15 anni la Germania non avrà piu' debiti ma nemmeno una scuola funzionate. Neanche i nostri figli.

19 commenti:

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  2. I tedeschi europeisti e tutti gli euristi si sono bevuti il cervello

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  3. Articolo decisamente superficiale, privo di opportuno quanto indispensable sostegno di dati, scritto da uno (Mark Schieritz) che non ha nemmeno per sbaglio letto la bozza di bilancio programmatico fino al 2021 redatto dal Ministero delle Finanze ed approvato dal Governo. In questa bozza nella parte riguardante gli investimenti è riportato testualmente:
    "Die Ausgaben für Investitionen bis 2021 betragen insgesamt über 146 Mrd. Euro. Bereits im Haushalt 2018 werden investive Ausgaben im Vergleich zum Vorjahr um 3 Mrd. Euro auf 37 Mrd. Euro anwachsen.
    Die Investitionen liegen in 2018 bis 2021 deutlich über den Investitionen der Vorjahre. Ab 2021 macht sich im Bundeshaushalt bemerkbar, dass die bisherigen Entflechtungsmittel nicht mehr ausgabeseitig als Investitionen gebucht werden, sondern den Ländern durch höhere Umsatzsteueranteile zur Verfügung gestellt werden. Der Bund entlastet damit ab 2020 die Länder und stärkt dauerhaft die Investitionskraft von Ländern und Kommunen. Die Länder werden die zusätzlichen Mittel investiv einsetzen. Daneben sieht die Finanzplanung für Maßnahmen, wie z. B. das Ganztagsbetreuungsprogramm und Regionale Strukturpolitik, Haushaltsmittel vor, die erst mit der Konkretisierung als Investition im Haushalt gebucht werden. Zudem erhöhen sich die Investitionen in den nächsten Jahren durch die Einrichtung des Digitalfonds, der Mittel u.a. für den Breitbandausbau vorsehen wird.
    Ab 2021 setzt die schrittweise Absenkung des Solidaritätszuschlags ein, mit der im ersten Schritt insbesondere kleine und mittlere Einkommen finanziell entlastet werden. In den Eckwerten für die Finanzplanung ist dafür mit jährlich rund 10 Mrd. Euro Vorsorge getroffen."
    Sono pochi? Facciamo 200 mld? 300? Chi offre di più? Battute a parte. se egli ritiene che siano pochi a fronte degli investimenti necessari fornisca una sua stima fondata su dati e argomenti introconvertibili e non su opinioni del tutto opinabili.

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    1. Avendo tempo sull'argomento ci sarebbe molto da tradurre, se ne era già parlato un po' di tempo fa:

      "Senza dubbio la bassa crescita della produttività è attualmente uno dei problemi piu' gravi, se non il problema piu' grave dell'economia tedesca. Ed è per questa ragione che gli spazi per un aumento del potere di acquisto dei consumatori o per un aumento dei profitti aziendali sono limitati. In altre parole: la crescita del nostro benessere sta rallentando.

      Una ragione fondamentale di questo processo probabilmente è la mancanza di investimenti nei settori produttivi. Questo vale sia per gli investimenti privati in macchinari e attrezzature, ma soprattutto per gli investimenti pubblici in infrastrutture. Di fatto gli investimenti pubblici sono da molti anni negativi, una lunga fase interrotta solo dai programmi congiunturali durante la crisi. Vale a dire, gli ammortamenti sono superiori alla formazione di capitale lordo. Formulato altrimenti: l'infrastruttura pubblica si sta consumando."

      Per non parlare del fatto che per aggirare lo schuldenbremse in Germania come in Europa se ne inventano di tutte:

      "Nel frattempo dietro le quinte si lavora in tutti i modi per aggirare lo Schuldenbremse. Questi sforzi vanno dal livello europeo (parola chiave "Piano Juncker") fino al Ministero delle Finanze con la nuova società di gestione delle autostrade che dovrà agire ed investire al di fuori del bilancio pubblico. Al Ministero dell'Economia invece c'è la commissione guidata da Marcel Fratzscher per la promozione degli investimenti il cui unico obiettivo è quello di esplorare nuovi modi per aumentare gli investimenti e sfuggire al giogo dello Schuldenbremse. Senza lo Schuldenbremse, questa commissione non ci sarebbe mai stata, perché semplicemente non sarebbe stata necessaria."

      L'articolo completo:

      http://vocidallagermania.blogspot.de/2016/11/i-danni-dello-schuldnmbremse.html

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    2. Secondo il piano già espresso da Schäuble e a quanto pare confermato da Scholz, si vuole raggiungere il parametro di debito previsto, ovvero il 60& del PIL, entro il 2019 per poi ridurre le imposte, richiesto da partiti e soprattutto dai cittadini (o sbaglio?). Il pareggio di bilancio serve per trovare le risorse, poi dal 2022 si potrà pensare ad un ritorno del deficit tale da mantenere costante il rapporto (sotto il 60%). Questo è l'atteggiamento di politici seri, non di ciarlatani.

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    3. Brevemente, i tedeschi ancora una volta sono vittime di se stessi, vogliono fare gli Streba, essere i primi della Klasse e mostrare agli europei, francesi e italiani in testa, che loro sanno rispettare le regole: pareggio di bilancio, debito/pil sotto il 60%, crescita etc. Un po' come accadeva con il diesel, volevano mostrare al mondo che i tedeschi sanno fare il diesel pulito, che sono piu' bravi di tutti, i risultati li conosciamo, nel frattempo migliaia di persone nelle città tedesche si ammalano o muoiono per l'eccesso di ossido di azoto. E' stato ripetuto da anni, il pareggio di bilancio tedesco crea problemi agli italiani e ai francesi, come si puo' ancora negarlo nel 2018? Giovedi' lo ha detto anche Macron ad Aachen, parlando dei feticci tedeschi. Comunque le cose stanno cambiando, perché mi pare che gli Stati Uniti di Trump si siano francamente stancati della sig.ra Merkel. Ne riparleremo sicuramente.

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    4. Ora dirò una cosa che a chi la pensa come molti sembrerà una bestemmia o provocherà grande ilarità in chi poco è pratico di temi economici. La Germania è la nazione economicamente tra le più solide al mondo, più degli USA stessi e del Giappone, sicuramente più di Francia e Regno Unito. I loro prodotti non li impongono, vengomo richiesti. Sono ai primi posti quanto a brevetti registrati, sono leader in ogni settore avanzato, hanno uno dei settori pubblici più efficienti. Il grado di utilizzo dei loro impianti è ai massimi livelli. I loro problemi sono il calo demografico, già oggi mancano circa un milione di lavoratori, ovviamente in gran parte con istruzione medio alta. Hanno Un Prodotto Nazionale Lordo maggiore del Prodotto Interno Lordo, significa che è maggiore la produzione di aziende a capitale tedesco all'estero di quello realizzato nel loro territorio da aziende straniere. E' lo stesso per gli USA ma la differenza (e la ragione per cui ritengo la situazione tedesca più solida di quella statunitense) è la distribuzione del reddito e della ricchezza, di gran lunga più squilibrata oltreoceano. Si cita frequentemente il surplus commerciale, quello del saldo delle partite correnti, ma non si presta attenzione all'altra voce della bilancia dei pagamenti: quella del conto capitale! Anche sotto questa voce la Germania registra un avanzo di oltre 230 miliardi (2016)! Trump fa tanti proclami ma occorre tenere presente che non può scontrarsi con la sola Germania, bensì contro tutta la UE, Italia inclusa. E non credo che avverrà, le loro aziende glielo hanno già spiegato. E Trump non durerà molto ancora, il mandato dura 4 anni e quasi metà lo ha oramai passato. La disciplina di bilancio perseguita dal governo tedesco aiuta il Paese a crescere e dare anche a te un lavoro, però puoi sempre decidere che ne hai abbastanza e tornare qui o trasferirti altrove. Guarda che qui molte aziende sono alla disperata ricerca di personale qualificato con conoscenza della lingua tedesca, una offerta la ricevi in meno di una settimana. Ma ho l'impressione che preferisci rimanere dove sei, con tanto di traffico autostradale incluso. Almeno finché a parità di qualifica prendi ben di più.

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    5. Grazie per l'invito a trasferirmi in Italia, ma visto che anche a te piace cosi' tanto la Germania potrei appunto chiederti cosa ci fai ancora in Italia, perché non ti sei ancora trasferito nella ricca e produttiva Germania del sud? Sono peraltro pienamente d'accordo sul fatto che i prodotti tedeschi si vendano molto bene ovunque nel mondo e che la ricchezza tedesca deriva proprio da questo e non dalla superiorità della sua amministrazione pubblica, che poi io tutta questa differenza con l'Italia del centro-nord non l'ho nemmeno notata, nel senso che nella mia regione le amministrazioni pubbliche funzionano o funzionavano fino a qualche anno fa discretamente bene. Cmq dal bollettino di banca d'Italia vedo che anche il saldo dei redditi primari italiano è positivo, per non parlare degli oltre 50 miliardi di avanzo commerciale, per un paese che a parte il petrolio della Val d'Agri e il marmo bianco di Carrara non ha materie prime non è poco. Quanto a Trump, lo rieleggono, sicuro :)

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    6. Beh la risposta è fin troppo semplice. Premetto che io non difendo la Germania in sè ma le cose che vengono dette e che reputo insensate in materia economica. Se poi si è creata questa ossessione contro la Germania e quindi l'attenzione è rivolata solo a lei io mi adeguo. Ma se si citasse a vanvera questioni che riguardassero un altro Paese, ad esempio la Spagna che sta crescendo molto bene, farei lo stesso obiezione. Comunque dicevo che la risposta è semplice, io faccio l'imprenditore e quindi tratto e investo su prodotti che i consumatori chiedono, che poi questi siano prodotti da aziende italiane o straniere non mi interessa. Se dovessi produrli io stesso lo farei qui per ovvie ragioni, almeno fin quando la concorrenza non mi obbligasse a optare per altra (sebbene dolorosa) scelta. Difficilmemnte però in questo caso sceglierei la Germania dato che i costi sarebbero maggiori, da quello del lavoro a quelli dei servizi. In Germania si può produrre solo beni dall'alto valore aggiunto.

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  4. Al di là degli articoli colti degli economisti e dei ricercatori, chi ha viaggiato in Germania avrà notato ad esempio le pessime condizioni delle autostrade e di molte strade regionali tedesche e le interminabili code che si formano nelle zone urbane, Stoccarda davanti a tutti, basta accendere la radio e ascoltare le notizie sul traffico. Qui in BW si parla apertamente di Verkehrskollaps, semplicemente è normale restare imprigionato per ore in qualche coda chilometrica, per non parlare delle condizioni in cui versano molti dei ponti sul Reno in questa zona.

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    1. Il tratto attorno a Stoccarda come in tutta la A8 lo conosco bene e aneddoto di poco più di un anno fa ho toccato con mano la conseguenza di una serie di lavori in corso quando mi ero recato a Francoforte in auto per un impegno di lavoro. Se all'andata non ebbi problemi passando dopo le 19:00 al ritorno a metà pomeriggio trovai una colonna ogni 10 chilometri tanto che mi venne un esaurimento nervoso così uscì e prese le strade secondarie fino a Ulm. Impiegai il doppio del tempo (forse di più) ma almeno non mi dovetti fermare mai se non a incroci e semafori. Ma il punto è che in Germania essendo le autostrade prive di pedaggio le prendono tutti tant'è che le strade nazionali e regionali sono spesso poco frequentate. Inoltre come è stato in quella circostanza le colonne furono conseguenza di lavori in corso, non per ponti crollati o strade dissestate. Sono tratti che basta che una sola corsia venga meno e si formano lunghi incolonnamenti, però dimostra che i lavori si fanno, semmai si può contestare che siano stati fatti/iniziati in ritardo.

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    2. p.s. perdona la domanda sciocca, sei un importatore dalla Germania? grazie

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    3. Un esportatore dall'Italia prima ed un importatore dall'estero oggi. Nel commercio non si guardano le bandiere, quelle le lascio agli sciocchi. Che oggi non mancano. Ciò che conta è quello che i consumatori chiedono.

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    4. Alles klar, felice di essere fra gli sciocchi. Cosi' si spiega il grande attaccamento all'euro, se invece fossi stato un esportatore avresti passato le giornate a bestemmiare contro l'euro e a concedere sconti ai clienti perché altrimenti i tedeschi ti portano via gli ordini. Comunque le bandiere sono e resteranno importanti, almeno fino a quando a pagare per le scuole, le università e gli ospedali italiani saranno appunto i contribuenti italiani, e non tedeschi. Grazie comunque per l'onestà.

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    5. Sono anni che all'interno delle aziende esportatrici non viene nemmeno menzionato il tema di una uscita dall'eurozona. Primo perché non avvantaggia come pensano gli 'sciocchi', lo ha spiegato Confindustria durante la campagna elettorale delle europee e lo spiegano tutt'ora coloro che esportano che non hanno certo nei prodotti tedeschi i loro concorrenti più agguerriti ma le produzioni dall'est e dall'oriente. L'export italiano comunque è cresciuto costantemehte, nelle regioni che costituiscono il triangolo Lombardia-Emilia-Romagna e Triveneto la disoccupazione è tornata a livelli bassi e paragonabili a quelli della Germania. Io partecipo ad assemblee di Confindustria e si parla di questioni interne, non di uscita dall'euro. Per quanto riguarda il percorso contrario, l'import, se sciocchi come taluni che si spacciano per economisti sono convinti che tornare alla lira penalizzi l'export tedesco sappiano che tanto per fare un esempio le auto che arrivano in Italia per la maggior parte non vengono prodotte in Germania ma dagli stabilimenti in giro per l'Europa e lo stesso per molti prodotti. La Germania esporta oltre 1200 mld, in Italia 60 mld, per contro noi 50 e rotti contro i 450 complessivi, secondo te in proporzione chi ci rimetterebbe di più in una guerra di dazi? A proposito, non è attaccamento all'euro, è il non credere alle stupidaggini del meraviglioso mondo prospettato da un ritorno alla lira e alla politica degli sprechi. Trovami una azienda che esporta molto che auspica il ritorno alla lira, poi ne parliamo. Finora non ne ho incontrata una.

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  5. ma difatti è proprio per difendersi dalla deindustrializzazione a favore dell'EST EUROPA che l'Italia deve uscire dall'euro.
    TUTTE le aziende che hanno lasciato l'Italia negli ultimi 20 anni si sono trasferite nei paesi del gruppo di Visegrad. Mica in Germania.

    Comunque mi si permetta di dire che se si dice che le strade tedesche sono in pessime condizioni vuol dire che si manca dall'Italia da qualche anno. Non c'è paragone fra i due paesi a livello di condizione delle strade. sia cittadine che statali che autostrade. in Germania sulle statali fuori dai paesi fai i 100 quasi sempre in sicurezza.
    In Italia se non tieni d'occhio il manto stradale rischi di farti dei danni seri.

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  6. tutta la crescita dell'est europa degli ultimi 20 anni è stata LETTERALMENTE sottratta ai paesi del sud europa.
    TUTTA.

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  7. nell'UE l'unico futuro possibile per il sud europa è il diventare una nuova romania o bulgaria e simili. e al contrario l'est europa assurgerà a seconda area per benessere dopo l'europa centro settentrionale.
    in un sistema a epicentro tedesco senza la cortina di ferra la tendenza è naturalmente quella. i paesi dell'est tendono a integrarsi con la germania e il sud europa viene marginalizzato...più lontano da raggiungere e oramai non competitivo.

    è sempre stato così. prima delle guerre mondiali la cecoslovacchia era un paese più ricco di italia e spagna.

    Per cui mi spiace per gli esportatori lombardo veneti emiliani ma gli italiani non vogliono vivere in romania solo per garantir loro facili guadagni.

    qualcosa succederà. soprattutto dopo l'ulteriore dose di austerità da cavallo che ci somministreranno nei prossimi 2 anni dove si prefigura un vero e proprio bombardamento economico del paese a livelli peggiori di quelli di Monti.
    l'IVA al 25%, o tagli equivalenti per 32 miliardi in 2 anni circa, faranno collassare l'Italia letteralmente. e le cose si metteranno in moto.

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  8. ah e sono 32 miliardi senza considerare la riduzione del deficit preventivata. che ne porterebbe in dote un altra quindicina.

    possiamo quindi aspettarci 45 miliardi di tagli o nuove tasse nei prossimi 2 anni come prezzo da pagare per restare nell'eurozona. un massacro sociale.

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